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Interno Marche, casa-museo del design degli ultimi 60 anni

22 maggio 2024
LA FONTE

Il giornale dell’architettura

A Tolentino un hotel di design dal restauro di Villa Gabrielli diventa volano culturale del territorio

A Tolentino un hotel di design dal restauro di Villa Gabrielli diventa volano culturale del territorio

TOLENTINO (MACERATA). La ricchezza culturale e produttiva del territorio maceratese racchiusa in un hotel che perpetua il manifesto “tradizione, innovazione, cultura, bellezza e creatività” con cui la pelletteria Nazareno Gabrielli se ne faceva portavoce agli inizi del Novecento. Proprio Villa Gabrielli, edificio Liberty con la doppia funzione di fabbrica e residenza padronale, dopo l’accurato progetto di recupero e restauro conservativo della giovane firma locale ORAstudio, è diventata Interno Marche, luogo di ospitalità che racchiude i valori fondativi di un territorio e 60 anni di design internazionale.

Geografia, interior design e genius loci in 25+5 stanze
Collocazione geografica, interior design e genius loci sono condensati nel nome dell’hotel che nasce per volontà del suo proprietario e committente illuminato, Franco Moschini fondatore della nuova Poltrona Frau. 3.600 mq dedicati alla storia del design internazionale e ai suoi protagonisti con 25 camere, ognuna delle quali nello stile del progettista che ha collaborato direttamente con Moschini o con le sue aziende, e con 5 suite dedicate alle correnti stilistiche Arts & Crafts, Secessione viennese, Movimento moderno, Pop e Radical. Fra tutte, quella della Secessione presenta pezzi di design in legno curvato appositamente rieditati su disegno originale dalla Gebrueder Thonet Vienna. Ecco uno degli esempi di rigorosa ricerca filologica che sta alla base del progetto d’interior design integrato alla ricostruzione sostenibile degli spazi di Villa Gabrielli, per la quale è stata ottenuta la doppia certificazione Gbc Historic Building e Leed V4, che ha portato al restauro degli affreschi e dell’apparato decorativo Liberty, alla riorganizzazione degli ambienti dell’ex opificio, all’integrazione delle antiche vasche di concia.

Gio Ponti, Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Gae Aulenti, Lella e Massimo Vignelli, Michele De Lucchi, Marc Newson, Nendo sono fra i progettisti che dialogano con la struttura attraverso ambientazioni, stampe e pezzi iconici, trasformandola in una casa-museo del design degli ultimi sessant’anni. La novità consiste nel fatto che non si tratta di una semplice narrazione visiva e tattile, bensì di una vera e propria operazione culturale di carattere istituzionale ad opera della Fondazione Design Terrae, la quale ha svolto un lavoro filologico di archivio su diverse fonti accreditate, raccogliendo una vasta iconografia. Tutto questo è reso disponibile sia attraverso il “caveau digitale”, ovvero scansionando i codici QR posizionati in vari punti dell’hotel, sia attraverso le visite guidate in loco.

Un progetto che ha richiesto quattro anni di lavoro e ha coinvolto, oltre a ORAstudio, la società Teamwork Hospitality e Project per gli aspetti funzionali e di project monitoring, una cospicua serie di professionisti fra architetti, ingegneri, geologi e agronomi, trenta imprese, quasi tutte locali, e oltre settanta aziende fornitrici. Un’azione corale finalizzata alla valorizzazione non solo del singolo manufatto storico e dei suoi materiali, ma anche delle competenze realizzative e culturali del territorio dell’alto maceratese quale parte di un processo di messa in rete che comprende il Politeama – l’aggregatore culturale ricavato all’interno dell’ex cinema Teatro Piceno – e il Museo Poltrona Frau. Il tutto sotto l’egida del medesimo deus ex machina.

A margine: La Nazareno Gabrielli in breve
Fin dal 1338 a Tolentino era presente una corporazione di calzolari e la storia della Nazareno Gabrielli nasce da questa secolare tradizione. Il primo laboratorio della manifattura apre nel 1907 e si specializza nella lavorazione di articoli in pelle e cartonaggio da réclame: diventerà un fiore all’occhiello della «città industre», con un peso rilevante nell’economia locale e nazionale. Ben presto vi lavoreranno più di un centinaio di dipendenti, quasi esclusivamente donne, denominate le gabrielline, con inusitati livelli di welfare. All’inizio degli anni venti, grazie alla crescita degli ordini e della produzione, fu necessario costruire un opificio più grande, su progetto di Stefano Gentiloni Silverj, che divenne Villa Gabrielli (oggi Interno Marche), in quanto dimora dello stesso imprenditore. Proprio in quegli anni Nazareno Gabrielli cominciò a partecipare alla vita artistico-culturale della città fondando una società per la costruzione del teatro Politeama Piceno (1927), mentre il suo marchio divenne famoso in tutta Italia per la realizzazione degli interni in cuoio del vagone ferroviario del re di Savoia (1928). Nel 1943 a prendere il testimone dell’azienda è il genero Nazareno Brandi, mentre nel 1960, quando la figlia Isabella sposa Franco Moschini, Villa Gabrielli diventa loro dimora ma, anche, la prima sede di Poltrona Frau.