Nazareno Gabrielli apre il suo laboratorio a Tolentino nel 1907, con lui soltanto tre operai a la moglie, Maria Giacchetti, appassionata decoratrice. L’imprenditore ha, all’epoca, circa quarant’anni ed è nel pieno fiore della sua forza creativa. Gabrielli è di indole energica, eterno sperimentatore e precursore dei tempi, ama tenersi aggiornato sugli ultimi ritrovati tecnologici e sulle mode del tempo.

Nella sua formazione di artigiano a Pesaro, era venuto in contatto con le tecniche di artigianato artistico più disparate, e così, divenuto imprenditore, alla guida della sua azienda, non cessa mai di informarsi, viaggiando in Italia e in Europa alla ricerca di nuovi stimoli per la produzione Nazareno Gabrielli.

Nei primi anni dell’azienda, la produzione ripercorre i sentieri dell’artigianato, strettamente connessi alla lavorazione della pelle. Tuttavia ben presto, Nazareno Gabrielli decide di inserire nelle parti di rivestimento in pelle, degli elementi decorativi, che in seguito diverranno la caratteristica riconoscibile dell’azienda. Così facendo, alla tradizione artigianale incarnata da Gabrielli stesso, si innesta la collaborazione con grafici ed artisti che lanciano l’azienda verso il futuro. La qualità artigianale nella lavorazione della pelle della Nazareno Gabrielli dei primi anni, si arricchisce nel tempo di decorazioni e rivestimenti sempre più raffinati.

Nascono quindi le collaborazioni con artisti come Paolo Paschetto, Cesare Marcorelli, Adeo Occhibianchi, per la realizzazione dei motivi decorativi per i quali la Nazareno Gabrielli divenne nota. Uno dei primissimi esempi dell’allora denominata arte applicata, la madre del design come lo concepiamo oggi.